CADRÀ LA NEVE A BREVE…

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Ci sono parole che ci aspettano. Sono lì, appena dietro la porta, pronte a fare un passo per sfiorarci e farsi notare. Sanno uscir fuori al momento giusto. Sanno essere “illuminanti”. Fanno in modo che possiamo inciamparci, distrattamente. Pensiamo sia per caso, ma no, quasi nulla è per caso… 

È successo, mesi fa, con alcune di Jack Folla – Diego Cugia. Le avevo condivise altrove, ma non sul blog. E oggi voglio farlo, perchè è come se le indossassi ancora meglio e aderissero lisce, senza pieghe. Perchè le reputo importanti. Per me ma non solo, mi piace pensare che possano essere assorbite anche da alcune di voi…

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, non è finita mai, per una donna.

Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.

Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima.

Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E’ un’avventura, ricostruire se stesse. La più grande.

Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre. Quando meno te l’aspetti.

(“Donne in rinascita”; ho scelto degli estratti, la versione completa si può ascoltare in questo link)

È la primavera a novembre. È un bocciolo di rosa in inverno. È il sole che scioglie un rivolo d’acqua gelato. È il primo volo di una farfalla.

È la neve che scende in silenzio e lentamente si posa. Non per coprire ma per proteggere. È un manto caldo, che fa lievitare chi siamo. Uno strato di purezza, che vince su tutto. Uno sbuffo di zucchero a velo che fa il solletico al naso e fa di nuovo (sor)ridere.

Io ti stringo le mani, rimani qui… cadrà la neve, a breve…

Nelle mie stanze e sulla mia tavola, un po’, è già successo.

 

BRIOCHES ALL’ACQUA E FIORI D’ARANCIO

270 g di farina 00

125 ml di acqua

5 g di lievito di birra fresco

30 g di olio di arachide

60 g di miele

1-2 cucchiaini di acqua di fiori d’arancio

Semi di vaniglia (q.b.)

Latte (q.b.)

Un pizzico di sale

Zucchero a velo

Mettete nella planetaria la farina con il lievito sbriciolato a pezzettini, l’acqua (a temperatura ambiente), il miele, i semi di vaniglia e l’acqua di fiori d’arancio. Impastate per 8-10 minuti, a velocità minima.

Unite l’olio un po’ alla volta, facendolo assorbire. Aggiungete anche il sale e impastate per altri 5 minuti o finchè l’impasto sarà ben incordato, staccandosi dalle pareti.

Coprite la ciotola con della pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio, a temperatura ambiente (io ho sperimentato l’opzione del nuovo forno per la lievitazione, con la temperatura fissa a 40°).

Riprendete l’impasto, sgonfiatelo con delicatezza e formate delle palline del peso di 60-70 grammi.

Mettete le palline su una teglia, distanziate tra loro. Lasciatele a lievitare, sempre coperte, al riparo da correnti d’aria, fino al raddoppio.

Spennellate la superficie con un po’ di latte diluito nell’acqua e infornate a 180° per nella parte bassa del forno i primi 10 minuti; poi spostate la teglia al centro, proseguendo la cottura finchè la superficie sarà dorata.

Fate raffreddare le brioches e spolveratele con zucchero a velo.

*La ricetta delle brioches all’acqua è apparsa su vari blog: io ho spiluccato sia da Manuela, sia da Claudia. Il mio zampino felino l’ho messo nell’aggiunta dell’acqua di fiori d’arancio.

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82 Responses to CADRÀ LA NEVE A BREVE…

  1. silvia says:

    Quanta bellezza, quanto candore, mi sono anche commossa! Mi piace, mi piace davvero tanto leggere questo post stasera, tu sai quanto queste parole le senta tanto mie, la fase di rinascita di una donna, di (ri)scoperta di sè stesse è qualcosa che all’inizio spaventa, ma se trovi il coraggio di farlo poi puoi permetterti di guardare il miglior spettacolo mai visto! in questi giorni ho avuto dei momenti di sconforto, capita, e venir qui e trovare queste parole mi ha restituito la voglia di non arrendermi! Mi piace l’associazione neve che cade e protegge e zucchero al velo, che tutto addolcisce! Si ricomincia sempre dal bianco Franci, un bianco su cui scrivere i traguardi, le piccole gioie, la fatica che viene ripagata, le attese e tutti i momenti! un bianco su cui scrivere che siamo donne meravigliose e forti! ti abbraccio e buona settimana!

    • Francesca P. says:

      Silvia, ecco, mi hai subito dato la conferma che queste parole sarebbero state “sentite” non solo dalla sottoscritta! E quando ho pensato alle persone che le avrebbero apprezzate, il tuo nome si è disegnato nitido nella mente… sì, le ho volute dedicare anche a te! :-)
      La paura spesso va vissuta e attraversata proprio per essere superata… e quando ci si riesce, si vede tutto con altri occhi e sotto un’altra prospettiva! I momenti di sconforto vanno messi in conto perchè la strada è in salita, ma le discese possono comparire all’improvviso e vanno fatte di corsa, respirando tutto il vento di cambiamento che portano!
      Anche oggi mi hai lasciato un commento bellissimo che ha colto pienamente l’essenza di ciò che volevo trasmettere… :*

  2. Anonimo says:

    Lucciconi agli occhi e una stretta al cuore mentre leggo.
    Parole che ti sono capitate “addosso” e che tu, ora, condividi con noi…
    E, se quasi nulla è per caso, io mi prendo queste citazioni… Sì!!! le faccio un po’ mie. Perché devo crederci che una donna si rialza sempre, anche se non vuole. Perché mi è toccato conoscermi nuovamente, senza riconoscermi più in quella che ero ma scoprendomi più forte. Perché mi impegno, ogni giorno, per ricostruirmi (migliore, magari…).
    Le tue, di parole, hanno poi il potere di quel manto caldo che copre a proteggere… Con la stessa leggerezza della neve e il profumo dello zucchero a velo, con la stessa potenza della primavera che risveglia la vita e il calore del sole che assiste alle nostre cadute e, ancor più, alle nostre ripartenze.

    GRAZIE, Francesca, perché tu (mi) stringi le mani… e intanto cade la neve…
    Anna

    • Francesca P. says:

      Ti aspettavo questa domenica più del solito… volevo che leggessi quelle frasi, che le afferrassi come si fa con un palloncino per farti poi trasportare su nell’aria, più leggera… le donne in rinascita ce la faranno a volare e si stupiranno di avere ali resistenti, che sanno affrontare le bufere e non perdono le piume!
      Non trovi che la parola “ripartenze” abbia un suono bellissimo? E tale è anche il suo significato… e il suo valore. Che persone come te, come noi, sanno custodire. E allora, cara Anna, auguriamoci buon proseguimento di viaggio, mentre fuori i fiocchi scendono e ci si abbraccia su una nuvola che sa di brioches appena sfornate…

  3. Anna says:

    La citazione della canzone di Niccolò Fabi mi ha riportato indietro ai ricordi – quando ero ancora sospesa “tra l’attesa e il suo compimento”, in perenne attesa del meraviglioso…Goditi gli attimi di rinascita e questo tempo speciale.
    Grazie per la poesia che trasmetti – ce n’è così poca intorno –
    So che l’ho già detto ma mi piace ripeterlo, e sapere che la domenica pubblichi sempre qualcosa di tuo mi fa iniziare meglio la settimana.

    • Francesca P. says:

      Adoro quella canzone in ogni strofa e vivrei sempre di “eccitazioni da prima volta”, quando “nulla ci appartiene ancora”… se imparassimo a vedere le cose come fossero nuove, anche quando non lo sono più, forse troveremmo molta più poesia… è vero, sembra essere persa, ma è pronta a tornare se sappiamo cercarla, desiderarla e coglierla…
      Anna, sapere che posso allietare l’inizio della settimana grazie al blog è qualcosa di talmente appagante che stento a crederci… grazie di cuore!

  4. Ro says:

    Entro come uno spiffero e mi sento tale. Leggero e troppo freddo per riuscire a portare tepore… o buone notizie, forse – come si dice del buon moscone quando entra lieve dalla finestra.
    No.
    Io stasera sento che – parafrasando una bella canzone – la vita va veloce e io resto indietro. E come una spettatrice guardo questa frecia argento scivolarmi davanti agli occhi, consapevole di non riuscire ad acchiapparla nemmeno con lo sguardo. Figuriamoci salirci!
    Eppure. Eppure.
    Non lo so. So che qui c’è sempre un posticino caldo e una bella brezza che soffia dalla via del cuore… quella che sorge a est come il sole.
    Io però ho le mani gelide e i piedini intirizziti e, consapevole che ‘fermarsi equivale a morir di freddo’devo cominciare a muovermi in una direzione… mi lascio guidare da te. Posso?

    • Francesca P. says:

      Vieni qui, Ro… avvicina il tuo musetto al mio e acciambellati sul divano accanto a me, oggi sei tu che hai bisogno di doppia dose di coccole e di fusa… arrivo presto in posta nel nostro angolo di parole speciale, ma già da qui voglio dirti che non sei indietro nè in ritardo per nulla… a volte restare fermi e immobili è necessario per riflettere, capire la direzione da prendere, sentire col cuore cosa è meglio fare per noi e poi ripartire, quando ce lo sentiamo… le donne sono quasi perennemente in rinascita, vulcani di emozioni e idee da incanalare e indirizzare… ne abbiamo troppe, questo il problema… ;-)
      Dammi le mani, anche Ulisse è pronto per scaldarle!

  5. Paola says:

    Lo ricordo quel brano, ricordo il giorno in cui lo condividesti con me. E pare quasi mi sia dimenticata di quell’amore che devo prima donare a me stessa, senza lasciarlo andare e disperderlo al vento, dove non serve, non serve più. E lo inciderò ancora di più, se necessario, per potermene ricordare sempre. Che la primavera a novembre non è solo un caldo tiepido che arriva sulla pelle, ma nasce dal cuore, lievita piano e leggera, e arriva ad esplodere e fiorire quando sarà il momento giusto.. e quel momento, sono sicura, profumerà di fiori d’arancio e vaniglia.

    • Francesca P. says:

      Lo so che te lo ricordi… come so che ricordi anche che quel brano appare sotto la nostra foto delle ombre a Levanzo, quando eravamo immerse nel sole e sembravano alte alte, come le montagne che avevamo intorno… e quella è la meta che meritiamo: la vetta, ossia il meglio che possiamo avere e desiderare! Non è immediato arrivarci, ma se ci spingiamo a vicenda forse si fa prima o comunque ci si aiuta…
      A questo punto io aspetto pure la neve d’estate alla Zibba, che chissà dove andremo a goderci quest’anno! :-)

  6. mmm, proprio vero che le parole son li che ti aspettano al varco, come queste del tuo post di oggi… è già tardi, ti scorgo e non posso, non posso non passare a dirti ciao.. toh, la solita fregatura: un post che vuol farti pure pensare.. a ‘sta ora…
    eppure, nulla capita per caso….
    dopo qualche minuto di profonda introspezione, mi vien da sbottare. e ora te lo dico: per un po’ vorrei smettere di rinascere e ripresentarmi, di studiare strategie e di imboccare strade nuove. Io vorrei, per un po’, per qualcuno, smettere d’essere alba e diventar, con qualcuno, tramonto assieme. Allora si, va bene, che capiti ancora e ancora, fammi rinascere… ma prima che mi sia dato di diventar tramonto!
    Felice di esserti passata a trovare,
    ciao briochina…
    Lisa

    • Francesca P. says:

      Beh, per il solo fatto che ti abbiano riportata qui, di getto, a istinto, sono felice di aver appoggiato quelle parole! E anche se non ci sentiamo da un po’, Lisa, anche se non conosco eventi e dettagli, so, o meglio sento, che ultimamente abbiamo condiviso un bel po’ di cambiamenti e di mare agitato… io vorrei che il sole trovasse il suo porto calmo e sicuro in cui tramontare, come un andare a dormire insieme… e se tu dovessi farti tramonto, avvisami e arrivo a farti un saluto e una fotografia, perchè sarai piena di sfumature e colori bellissimi! :-)
      (tornerai presto, vero? Guarda che manchi…)

  7. Simo says:

    Noi donne siamo uniche, fragili ma forti al contempo, piene di risorse e voglia di mettersi in gioco, sempre e comunque. Spesso la vita non è semplice, ma noi riusciamo sempre a trovare il modo di affrontarla a testa alta…
    Queste tue brioche a devono essere sofficissime e profumatissime…che voglia di provarne una! Io sono una frana con questo genere di preparazioni, sigh!
    Buon lunedì stella

    • Francesca P. says:

      Simo, io credo che siamo più forti di quel che crediamo… e ce ne rendiamo conto al bisogno, quando va tirato fuori il coraggio e si reagisce, o ci si ribella, a qualcosa che non va! E’ una bella scoperta, ad un certo punto superiamo le paure, le insicurezze e le fragilità e sfoderiamo una grinta da vere leonesse! :-)
      Sono convinta che se provi e riprovi, anche tu puoi fare lievitati semplici e poco impegnativi… mai perdere la speranza neanche in cucina, abbiamo risorse inaspettate anche lì! ;-)

  8. Claudia says:

    É la primavera a Novembre. Anche a me quella frase colpisce più di tutte le altre. La trovo perfetta.
    Mi è già capitato almeno un paio di volte di dovermi rialzare, di doverlo fare davvero, dopo una brutta e profonda caduta. Ed è vero, quando ci si rialza si entra in una specie di stato di grazia, dove la vita diventa sincronica e si trova illuminate di una luce speciale. Diego Cugia e il suo Jack Folla mi rimandano proprio a uno di quei periodi, era tanto tempo che non ci pensavo più. Bello che tu ti senta di condividere queste parole!
    Buona settimana, donna.

    • Francesca P. says:

      Quella frase racchiude il senso di tante cose e rende proprio l’idea… mi piacerebbe essere una mimosa che cresce tra le foglie autunnali o una margherita che sbuca dalla neve! :-)
      La luce speciale come sai cerco di non farmela mai mancare e il cammino continua… vediamo dove porterà… magari ad un albero di melette, in aperta campagna, a respirare tanta aria buona! ;-)
      Un abbraccio!

  9. Martina says:

    Ecco questa volta sarò io a dover tornare qui, più e più volte, per rileggere tutto!
    ps: l’ora magari per me sarebbe già quasi da aperitivo … ma come tavolo da colazione da spartire mi piacerebbe tanto! ;)
    Un abbraccio dolce e buona settimana

    • Francesca P. says:

      Martina, lascio la pagina aperta e ci metto pure una foglia di basilico come segnalibro, così puoi ritrovare quando vuoi queste parole… immaginavo ti avrebbero colpito, sai?
      Oggi entrambe abbiamo sfornato dolci per la colazione, non ci resta che far spazio sulla tavola e raddoppiare anche il tempo dedicato all’assaggio e al relax… :-)

  10. vaniglia says:

    “tra un bicchiere di neve e un caffè come si deve questo inverno passerà”

    Ero venuta per dirti altro, ma mannaggia a te mi hai distratta :-*

    • Francesca P. says:

      Eh lo so, sono gatta dispettosa… :P
      Bello giocare con frasi, canzoni, sensazioni e anche sospiri, vero?!
      A presto! :*

      • vaniglia says:

        sìììì, che poi è quello che in un altro senso (ma sempre di rimandi o echi si tratta) ero venuta a dirti, cioè che con un po’ di ritardo ho risposto al tuo commento di lunedì scorso, che mi ha fatto ricordare una ricetta (a proposito di cose lievitate dolci e coccole e soprattutto francesi!!!) che è decisamente-decisamente per te! (l’ho aggiunta alla listina :))

  11. Emanuela says:

    Tesoro le tue brioche sono semplicemente meravigliose! Mi piace questa dolcezza che affiora sempre qui da te. Nelle tue ricette enelle tue parole. Buona settimana, a presto Manu

    • Francesca P. says:

      Ciao Manu! Cerco sempre di alimentare la dolcezza e di farmi avvolgere dallo zucchero a velo… :-) E adesso è la stagione giusta, posso abbondare immaginando davvero che la neve copra tutto con delicatezza…
      Grazie! :*

  12. Manuela says:

    Ci si perde nelle rinascite, sono un numero infinito, sembra sempre che sia l’ultima volta e poi ecco che si ricomincia ancora.
    E le donne in questo sono più brave, non c’è altro da aggiungere…così come sono più brave a piangere e non aver paura di nascondersi, a ridipingere pareti e arredare stanze, a impastare nuove storie e ad attendere che queste storie siano abbastanza grandi per camminare senza il loro aiuto.
    Sarà un buon anno, vedrai!

    • Francesca P. says:

      E’ vero, si perde il conto delle rinascite… ed è come cambiare pelle tutte le volte, come ricominciare una partita, come organizzare un nuovo viaggio, come cimentarsi in una ricetta sconosciuta… e come usare per la prima volta nel forno l’opzione dedicata alla lievitazione, quasi trattenendo il respiro! :-)
      Le lacrime c’è chi non vuole mostrarle, ma invece hanno un valore… e rendono lucida la superficie delle cose, come il latte fa con le brioches…

  13. Non passo da te tutti i giorni quasi a voler centellinare la poesia dei tuoi post, per paura di “abusarne” e poi perderne la magia… e puntualmente non rimango delusa…. Sei così intensa!!!!

    • Francesca P. says:

      … io vorrei tornassi più spesso se le parole che mi lasci sono queste! Mi hai fatto emozionare… e anche questa è poesia!

  14. Che belle parole, così vere. Le donne hanno davvero una forza interiore quasi soprannaturale che permette loro di rialzarsi anche dopo la caduta più rovinosa e triste. Cosa sarebbe il mondo senza le donne? senza i loro pianti, senza i loro sorrisi, senza le loro chiacchiere, i loro abbracci, i loro sospiri, le loro risate…e la loro cucina. Ora sono a Vienna e qua è effettivamente caduta la neve, che bella. Amo la neve e mi manca. Mi piace guardare la città inbiancata, il suo chiarore notturno, il silenzio soffice.
    Soffice come queste focaccine, sembrano davvero dei piccoli cuscini leggeri come nuvole. Posso chiederti dove trovi l’acqua di fiori d’arancio?

    • Francesca P. says:

      Dai, Elena, che bello sapere che sei veramente in mezzo al bianco! Sono contenta mi sia venuta a trovare da lì, non sono mai stata a Vienna ma è come se mentalmente mi ci avessi portata… :-)
      Concordo su tutto quello che scrivi e mi viene in mente la canzone “Quello che le donne non dicono” della Mannoia… la cantiamo insieme?
      ps: l’acqua di fiori d’arancio la compro da Castroni, un negozio qui a Roma molto fornito, hanno praticamente tutto, è come entrare in un luna park!

  15. m4ry says:

    E’ così…negli ultimi anni sono rinata. O meglio, negli ultimi anni, mi sono partorita. Finalmente sono io. Io Io, intendo. Non quella che volevano gli altri che io fossi. Non sono più la proiezione di nessuno, se non di me stessa. E il cambiamento è avvenuto pian piano. Giorno dopo giorno. Ed è vero che ho dovuto imparare a conoscermi poco per volta. Mi sono scoperta proprio come si fa con una nuova amica. E’ stato bello andare alla scoperta di me stessa…e ti dirò che sono ancora in perlustrazione…Mi sono persa e ritrovata nelle tue parole :) Fra, questi panini brioche sono meravigliosi…candidi, ecco. Ti abbraccio forte e mi ascolto la tua canzone :*

    • Francesca P. says:

      Quanto è bella una donna consapevole di se stessa, che si mostra al mondo fiera di come è, senza rincorrere una perfezione che tanto non esiste, che trova la luce dopo aver attraversato il buio! Sono contenta che tu abbia vissuto questa rinascita, che sfiora anche la presa di coscienza… conoscersi è fondamentale, così come parlarsi… oh sì, dobbiamo sempre dirci tutto ed essere sincere, lo stesso approccio che abbiamo con gli altri dobbiamo applicarlo quando ci guardiamo allo specchio! A testa alta, ancora curiose e con tanta strada da fare, ma “niente paura”, come canta Luciano…

  16. Ileana says:

    ..ed io ti ringrazio per aver condiviso con noi queste parole, non immagini quanto mi facciano bene, ora più che mai.
    Perché è vero che ci rialziamo sempre e ricominciamo ogni volta una nuova vita, ma è vero anche che per noi è una necessità…non amiamo star ferme nello stesso punto e abbiamo costantemente bisogno di scoprirci un po’ di più, di innamorarci, di conoscerci e scoprire sempre qualcosa di nuovo…
    E’ bello tutto questo, sono belli questi intrecci, perché stavo iniziando a scrivere un post e i pensieri scivolavano su di noi, sulle donne, sulla rinascita, sulla nostra forza.
    Amica di Futuro, ci aspettano tanti sorrisi, lacrime,strade in salita, ma noi siamo qui, pronte ad affrontare tutto questo, con nuove consapevolezze e nuovi sogni in cui credere…
    Queste brioches, così soffici e leggere, sono tue e parlano di te, della tua delicatezza, ma anche della tua forza. Ti stringo forte :*

    • Francesca P. says:

      Ile, ti aspettavo! Come ho scritto anche in altri commenti, sapevo le persone che avrebbero “capito” e fatto proprie queste parole e per quello le ho lanciate… volevo che fossero prese da chi è in viaggio con se stessa e sta sbocciando di nuovo, da chi ce l’ha fatta o ce la sta facendo, da chi ha perso tanto ma troverà ancora… tu sei così giovane che avrai mille rinascite e vedrai tantissime primavere, ognuna sarà diversa e avrà qualcosa da regalare, come un terreno fertile che dà tanti frutti… e allora che il futuro sia una brioche gonfia di sogni immersi nel candore!
      :-)

  17. zia Consu says:

    Che bellissimo estratto, tocca il cuore, lo accarezza e lo invita a battere nuovamente con una ritrovata vitalità. Grazie x averci regalato queste parole e a conclusione ci hai anche deliziato il palato con la tua squisita e leggerissima brioche..passare da te ogni settimana è altamente terapeutico :-)

    • Francesca P. says:

      Consu, qui la terapia è reciproca: io faccio bene a voi e voi a me! Ecco perchè lo scambio funziona così bene e torno ogni volta con nuovi spunti e riflessioni da condividere, sapendo di metterli in buone mani… :-)
      E dato che qui siamo praticamente tutte donne, quelle frasi hanno trovato la giusta nicchia dove (ri)posarsi…

  18. larobi says:

    Ho scritto più volte , e qui lo ribadisco, che spargere zucchero è un’ attività che adoro fare!!! Sorta di polvere di fata che rende tutto più magico , lo zucchero a velo dona un aspetto elegante a qualsiasi dolce….queste tue mini brioches ne sono la prova! Guardando le foto sentivo il sapore e il loro profumo e il perdermi tra le tue parole il giusto completamento per questo mio stato , vagamente onirico, di grazia !!! Un abbraccio cara Francesca

    • Francesca P. says:

      Spargere zucchero dovrebbe essere uno sport, il braccio si tiene in forma e l’allegria è assicurata! E va sparso e lanciato come si fa coi coriandoli, oggi più che mai dato che il Carnevale si avvicina… :-)
      Le donne in rinascita si vestono di verde e amano le ballerine e le biciclette, sai? In quelle frasi non c’è scritto ma aggiungo io una postilla personale… :P
      Grazie mille, come sempre… stringo la tua zampetta felina!

  19. grazie, Francesca: sinceramente, dal profondo del cuore, grazie. Erano parole che avevo bisogno di sentirmi da un po’. Parole che mai come oggi potrebbero essere più pregnanti. Parole che rubo, infilo in tasca, nel taschino segreto, e faccio mie. Mi ci immedesimo, ci fantastico sopra. Io sono quella che ha sempre aspettato la neve a Palermo. Non importa che accada fisicamente o semplicemente nel mio cuore: io lo so, la neve cadrà. Ti stringo più forte che mai. Tua Marta

    • Francesca P. says:

      Marta cara, tu non sei in rinascita… stai proprio sbocciando, come un fiore bellissimo! Ti vedo come un giglio purissimo, bianco come la neve che idealmente è scesa sulla mia colazione… :-) E sì, arriverà anche a Palermo quando meno te l’aspetti e probabilmente il sogno diventerà realtà quando salirai al Nord! Lì di brioches calde ne mangerai tantissime, magari dedicando un pensiero alla Fra gatta…
      Ti abbraccio anche io e buoni tè! :-)

  20. Alice says:

    Davvero molte belle queste parole. E per un attimo mi hai riportato indietro nel tempo, quando ascoltavo Cugia con passione e fiducia, mi bevevo le sue parole e mi sentivo compresa, mi sentivo meno sola negli anni difficili dell’adolescenza. Chissà che effetto mi farebbe ascoltare adesso? Proverò.
    Intanto, grazie per queste parole, e per queste delicate brioche.
    E quell’orologio…è per me…sembra uscito da Alice nel Paese delle Meraviglie! :-)
    Buona settimana Francesca.

    • Francesca P. says:

      Anche a me piaceva, lo trovavo intelligente e innovativo, sapeva dire bene le cose e aveva anche una voce così carismatica… ma lo sai che queste frasi sono state scritte non da lui, ma da una donna? Ecco perchè sono così esatte e disegnate su di noi…
      Quella sveglia vintage l’ho presa a un mercatino, amore a prima vista, la tengo sulla mensola sopra il pianoforte e spesso Tarallino ci si nasconde dietro… :-)
      Buona settimana a te, un bacio!

  21. Virginia says:

    Io penso che i cambiamenti interiori siano ciò che alimenta la nostra vita: siamo in continua evoluzione e spesso incontriamo delle difficoltà sul nostro cammino, ma la crescita ci ripaga sempre delle lacrime, del sudore e delle paure vissute… Noi donne abbiamo più vite dei gatti e questo è meraviglioso: ogni persona che incontriamo, ogni scelta, ogni luogo determinano quello che saremo in futuro. Quando abbiamo bisogno di cambiare lo sentiamo dentro, un po’ come i primi bucaneve che annunciano la primavera… I miei cambiamenti sono sempre iniziati di notte, quando non riuscivo a dormire perchè dentro di me bruciava una fiamma che mi spingeva a cambiare in una certa direzione. E’ sempre stata l’emozione a tenermi sveglia. Dalle riflessioni notturne su nuove esigenze sono sempre passata velocemente ai fatti, perchè era quello che volevo :-)
    Terrò strette queste parole e grazie per averle condivise, ma soprattutto grazie per i tuoi post e per le riflessioni che ogni volta mi porti a fare…
    Quest’anno non potrò andare sulla neve per ragioni di tempo perchè in questi mesi sono sempre di corsa, ma le tue brioche sono una validissima alternativa. Sanno di inverno ma soprattutto sanno di estate e di Sicilia, si vede che ti è entrata dentro :-)

    • Francesca P. says:

      Facevo bene ad aspettarti con impazienza… guarda che bel commento mi hai sfornato, Virginia! Sono riflessioni di una ragazza che sta crescendo, ogni giorno di più, diventando una donna più matura e più consapevole…
      Mi trovi d’accordo su tutto, i cambiamenti mi hanno sempre spaventato ma è da lì che nascono le nuove piante nel nostro giardino! Credo anche che ogni evento faccia parte di una catena con tanti anelli e che le cose che finiscono servano per fare spazio al nuovo e al miglioramento… e sappi che siamo in sintonia non solo sul cibo che cuciniamo, ma anche sui pensieri che affollano le notti, prima di dormire! :-)
      Hai ragione, la Sicilia è spuntata a sorpresa anche qui… non ci avevo badato ma ecco l’ennesima conferma: nulla accade per caso… e ciò che amiamo resta dentro di noi…

  22. Chiara says:

    hai letto i miei propositi per quest’anno, come hai fatto? Li avevo scritti nel mio cuore e non li avevo svelati a nessuno….Sei un po’ magica, ma questo lo sapevo da tanto….Belle paffutelle le tue brioches, da affondarci i denti prima di iniziare una dieta !

    • Francesca P. says:

      Come mi piace fare questo tipo di magie, Chiara… ;-)
      Vedo tante donne che hanno voglia di prendersi per mano e costruirsi la propria felicità, a tutte le età… è bello, respiro forza di volontà e coraggio! Il coraggio a me manca però quando si tratta di fare le diete, non fanno per me… :P

  23. Berry says:

    Francesca, dolce e candida come queste leggere brioches, è bello leggere e ritrovare la bellezza del tuo blog, le parole di Diego Cugia che tanto amo…un bacio enorme per te <3

    • Francesca P. says:

      Guarda guarda che sobbalzo mi fai fare sulla sedia! Ti sembra questo il modo di apparire, all’improvviso, da un momento all’altro? :D Scherzo, adoro questo tipo di sorprese e la tua vocina qui mi mancava tanto, Berry, te lo dico candidamente…
      Ti stringo per il sorriso che mi hai trasmesso!

  24. Monica says:

    Io ti adoro. Adoro le tue nuove di zucchero che si trasformano in neve dove riporre speranze e sogni. E adoro queste brioche meravigliose. Già mi immagino il profumo delicato, come te, prenderne piccoli bocconi morbidi nella speranza che non finiscano mai, come nei migliori immaginari e perdermi nella loro morbidezza.
    Ti vorrei come vicina, e vederti arrivare con un cestino bianco pieno di queste piccole bontà… io continuo a sognare ;)
    Bacioni <3

    • Francesca P. says:

      Io adoro chi sa apprezzare tutto questo… e tu di bianco ne hai molto intorno, tu la neve vera la puoi toccare e pure mangiare, come io facevo da bambina! Allora possiamo fare uno scambio nel segno della purezza, il mio mondo che incontra il tuo… perchè so quanto anche tu abbia bisogno di cose belle, di serenità e di quella leggerezza che dai sogni andrebbe portata nella realtà…
      Ti abbraccio, Monica… e grazie…

  25. MARI says:

    certo! il candore della neve sembra aver invaso la tua cucina!
    frasi suggestive da leggere al mattino, e davvero ideali queste morbide brioche, per un dolcissimo risveglio! Adorabile! tutto, ma sopratutto te! <3

    • Francesca P. says:

      Ciao Mari! Queste frasi le ho lette e ascoltate ad ogni ora del giorno, in verità… ci sono anche andata a dormire, le ho volute mettere sotto il cuscino… al mattino per fortuna ad aspettarmi avevo le brioches, quindi voglia di rinascita + delicata dolcezza! :-)
      Grazie mille!

  26. Francesca says:

    Sono parole importanti, queste. Hanno spessore, quello che serve per poter vedere oltre, in profondo. La rinascita è un processo meraviglioso, ma difficile ed è bello sapere che c’è chi l’ha colto e soprattutto ha saputo vestirlo di abiti semplici e insieme emozionanti.
    Mi piacciono molto, queste parole. Grazie per averle condivise. Sono soffici e candide, queste parole. Come quelle piccole motagnole il cui fresco profumo posso immaginare fin da qui. Anzi lo sento, lo so! Mi basta solo un morso, ce n’è un po’? ;)
    Buona settimana Franci, ora devo mettermi a studiare, recuperare; non conoscevo questo autore!

    • Francesca P. says:

      Sì, Fra, sono importanti. Per me lo sono state dal primo momento in cui gli ho stretto la mano, quest’estate, a giugno. O forse no, a dirla tutta sono loro che l’hanno stretta a me e che mi sono venute incontro, dandomi quella forza che si era un po’ nascosta… adesso, a distanza di mesi, le rileggo e le sento ancora più vere, ancora più belle. E se le vuoi prendere, per cucirle tra i giorni che vivi, a me fa tanto piacere… :-)
      Diego Cugia va conosciuto attraverso la sua voce intensa… vedrai che sarà una piacevole scoperta che può far da sottofondo alle colazioni… e se resti a corto di brioches, miagola e arrivo!

  27. Molto belle queste parole dedicate alla Donna,mi piace pensare che alla Donna viene “naturale” rinascere perchè ha in se il dono della vita…generare, e dunque anche se spesso con fatica ed amarezze profondissime non le resta che andare avanti e rinascere!
    Deliziose queste brioches e l’acqua ai fiori d’arancio l’adoro!

    • Francesca P. says:

      La donna la Vita la porta dentro, hai ragione… forse è questa la nostra forza! E l’aggettivo “naturale” è giusto, perchè ci scatta qualcosa d’istintivo e spontaneo che ci fa reagire…
      Grazie del commento, Ketty! Se vuoi barattiamo una brioche per una tua cupoletta verde acqua! ;-)

  28. Antonella says:

    Ti ho già raccontato il legame speciale che ho con “Donne in rinascita” di Jack Folla… ancora non so chi sia stato a nascondere queste parole nella mia giacca, le trovai per caso un giorno orami di tanti anni fa… e il misterioso soggetto è rimasto tale fino ad oggi (e forse non lo scoprirò mai, a questo punto). Nei prossimo giorni, allora, mi regalerò le tue brioche delicate ripensando a questo episodio della mia vita, ribattenzandole le brioche di Jack :-) Un abbraccio amica mia

    • Francesca P. says:

      Ricordo che mi avevi raccontato questo episodio assolutamente strano e molto cinematografico! ;-) Chi ha lasciato quelle parole ha fatto un gesto bello e romantico… e il fatto che non sappia chi sia stato, conferisce alla storia un alone ancora più fantasioso e da film!
      Le brioches verranno benissimo fatte lievitare al calduccio del tuo forno nuovo, magari mi manderai la foto… :P

  29. Tatiana says:

    E’ vero, verissimo, tutto ciò che hai riportato in questo post in merito alla capacità di rinascita di una donna, anche se mi è capitato di incontrare alcune donne che anzichè nuotare nella vita si limitano a galleggiarci, eppure hanno sempre un istinto di sopravvivenza che un uomo nemmeno se lo sogna.
    Io sono caduta mille volte ed altrettante mi sono rialzata, sempre migliore di com’ero prima della caduta perchè più forte, perchè sapevo dove avevo sbagliato e quindi potevo correggere il tiro.
    Sono caduta quando mi è stato rubato il futuro che sognavo in quanto non ho potuto frequentare la scuola che volevo, quando mi è stato precluso l’accesso all’università perchè la mia famiglia la riteneva inutile “tanto sei una donna”. E proprio perchè sono una donna ho avuto la mia rinascita e la mia rivalsa, anche se da futuro ingegnere mi sono trovata ad essere una legale, ma in mano ho le conoscenze per spronare altre donne a rinascere contro tutti i soprusi…. e perchè sono una donna ancora una volta ho messo nero su bianco un fiume di parole. Come sempre.
    Ciao cara Franci e ora fammi spazio a tavola che una brioscina innevata la gradisco… un bacio :)

    • Francesca P. says:

      Le donne, secondo me, sono semplicemente più coraggiose. E lottano per la propria felicità, senza accontentarsi. Non si siedono, possono aspettare ma alla fine hanno la forza di dire “no” a cosa non va, affrontando le cose senza scappare. Perchè credono nei sogni e vanno dritte verso la meta. Non è un grido femminista, solo una constatazione della realtà… di tante realtà…
      La caduta a me non spaventa. Mi spaventa di più il vuoto, l’insoddisfazione, la mancanza di passione, il sentirsi spente. Se si cade ma poi si trova la grinta per rimettersi in carreggiata, l’aria che si respira, di nuovo in piedi, è così fresca…
      Ed è vero, le donne parlano… quanto parlano! E nel nostro caso scrivono anche… quindi sfogati con le parole quanto vuoi, qui, non chiedo altro! ;-)

  30. Anna says:

    Che belle parole, mi ci rispecchio tanto per alcuni periodi passati della mia vita in cui mi sembrava di esser caduta invece son rinata, ma anche un po’ ora, una gravidanza è un po’ una rinascita, devi riscoprirti, devi imparare nuove cose ed è una delle più grandi e misteriose avventure!
    E quanto mangerei una di queste brioches proprio ora! Sanno di morbido, profumato e delizioso, prima o poi le farò :)
    Sempre splendido tutto quel bianco candido *.*

    Un abbraccio!

    • Francesca P. says:

      Anna, non solo sei rinata… ma stai vivendo meglio e pienamente, stringendo tra le braccia tutto ciò che ogni donna desidera: un amore vero, una casa tutta vostra – con tanti gatti, dettaglio non trascurabile, ehehe – e ora anche un bimbo! Quindi il tuo esempio è positivo e mi incoraggia tanto… :*
      Le brioches sono tonde come una pancia che cresce lenta, vero? :D

  31. Eyra says:

    Sono capitata per caso sul tuo bellissimo blog e mi ha colpito subito questo post… le parole che hai condiviso sono splendide (la primavera a novembre è illuminante…) e rispecchiano esattamente anche il mio pensiero, ho ancora la pelle d’oca!!! Ti seguirò con immenso piacere, buona giornata :-) !!!
    PS: le briochine devono essere ottime :-D

    • Francesca P. says:

      Ciao, benvenuta! E’ un piacere accoglierti qui grazie a queste frasi che io rileggo spesso da mesi, da quando le ho scoperte… spero di rivederti ancora, ogni domenica sera spargo nuove frasi e nuovo zucchero! :D

  32. Paola says:

    Inaugurerò la mia nuovissima planetaria con questa ricetta davvero deliziosa. Solo leggere le tue parole mi riempie il cuore di dolcezza!

    • Francesca P. says:

      Che onore, Paola! :-) Allora buona lievitazione e buona nevicata, ehehe!
      Grazie mille… non ce n’è mai abbastanza di dolcezza…

  33. Melania says:

    Proprio ieri hai scritto sul mio post che certe cose si riconoscono. Si sentono dentro. Quasi fino ad insinuarsi dentro le ossa. Alle volte, ci fanno gioire altre fanno male. Ma sono le stesse che ci spingono a lottare con tenacia senza arrenderci mai.
    A te.
    Che sentì seppur lontana da me, ti lascio un abbraccio. Qui e adesso. Perché le parole non le ho Francesca e a fatica sto ancora raccogliendo i cocci.
    Mi scuso in anticipo e ti ringrazio per la condivisione.
    Complimenti per le brioche sono deliziose.

    • Francesca P. says:

      Anche dal dolore e dalla delusione nasce la forza e proprio quando sentiamo che ci viene a mancare, ecco che torna e risale, spingendoci ad agire per il nostro bene… noi dobbiamo essere al centro, Melania… fulcro e cuore di tutto, in primis del nostro benessere…
      Scusa di cosa?! Hai parlato, eccome se lo hai fatto… e comunque a volte non ce n’è bisogno perchè la connessione è silenziosamente emotiva ed è speciale per questo… come se ti avessi qui e guardandoci negli occhi ci dicessimo tanto…
      I cocci li metteremo da parte e presto nessun vetro ci ferirà…

  34. Camilla si è addormentata vicino a me e la casa è in silenzio se non fosse per il forno che respira leggero con i suoi 40 gradi…indovina?? Ci sono dentro queste brioche all’acqua…ho visto il bianco delle foto e non ho resistito…ho approfittato dell’entusiasmo pancettiano dell’inizio dell’anno, di quella voglia di notti aperte e questa neve dolce mi ha dato il la! Ho adorato le parole che ci hai regalato, inciamperei volentieri in frasi che mi danno una spinta così forte per rialzarmi…conoscersi di nuovo e presentarsi a se stessi…questo mi ha colpito, questo porto con me stasera mentre aspetto di sentire il profumo vanigliato delle brioches! Dolce otte dalle Pancette

  35. Dolce notte naturalmente…^^!! Sarebbe bello svegliarsi sotto la neve!! Di zucchero sicuramente…

    • Francesca P. says:

      Oh Pancette, questa sì che è una piacevole buonanotte! Vi leggo con lo stupore di una nevicata improvvisa perchè sono troppo felice che le brioches abbiano catturato la vostra attenzione! E vorrei essere lì, quasi invisibile, a vegliare sull’impasto e a sbirciare dentro il forno… voi dormite pure e fate compagnia a Camilla, alla colazione penso io! :-) Sono curiosissima di sapere come sono venute, finiranno in ottime mani e su una tavola bellissima…
      Mi piace come sia partito tutto da queste frasi, hanno fatto lievitare prima emozioni e riflessioni e poi dolci a forma di sogno tondo… ah, le cose belle che creano legami e rimandi, quanto preziose sono!

  36. ely mazzini says:

    Bellissime parole, splendida la luce in queste foto e deliziose le brioche :) ci hai messo il tuo zampino felino e hai fatto bene, l’acqua di fiori d’arancio ci sta una meraviglia!!!
    Un carissimo abbraccio Francesca, sei adorabile…

    • Francesca P. says:

      Per un attimo, Ely, mi è sembrato che nevicasse davvero… :-) Magie di alcuni cibi e dell’atmosfera che sanno evocare!
      Grazie mille, sei sempre gentilissima! :*

  37. Margherita says:

    Mi chiedo se siano le parole a venire da te, trovando il calore delle tue ricette, o se siano invece le tue ricette a “sgomitare” per arrivare oltre le tue belle foto. Me lo sono sempre chiesta. Queste brioche a l’acqua sono state fra i primi lievitati che ho infilato nel forno di questa casa, dove la neve cade più o meno sempre… Non furono un gran successo a livello di consistenza, ma il sapore era eccezionale… riproverò, tanto sai quanta neve ha da cadere da queste parti?!?!

    • Francesca P. says:

      Quello che mi dici mi fa pensare a un ballo dove qualcuno guida l’altro, ma all’improvviso si possono anche invertire i ruoli… mi piace l’idea che a volte le parole siano dei cavalieri che danno il passo e altre invece siano le ricette a decidere da che parte andare! :-)
      La consistenza delle brioches è soffice ma “con carattere”, cioè ci ho visto un incontro a metà strada con i panini… e questa via di mezzo mi è piaciuta! Farò nevicare ancora o attendo che mi presti tu un pò della tua neve… :-)

  38. Sai Francy, penso che io e te abbiamo un filo che ci lega…perché stranamente, quando passo a trovarti mi accorgo che quello che scrivi sembra fatto apposta per i miei stati d’animo. Anche le brioche all’acqua sono perfette per il mio nuovo inizio!
    Un abbraccio cara e buona Domenica!

    • Francesca P. says:

      Sono belli questi fili… non li spezzi anche se non sempre ci si parla o ci si sente, sono delicati come seta e forti come noi donne… ;-)
      Iniziamo l’anno sotto la neve e con nuove consapevolezze…
      Un abbraccio a te, Simo! Ti ri-aspetto quando vuoi!

  39. Alice says:

    Noi donne siamo speciali, diverse, a volte difficili da comprendere forse per l’altra metà del cielo. Siamo fragili come un cristallo e dure come un diamante, animi leggeri come petali di rosa al vento, ma coraggiose come guerrieri, pronte a qualunque sacrificio per chi amiamo…. la nostra forza speciale è nella nostra capacità innata di saperci reinventare continuamente. Siamo tutte un pò fate e un pò streghe e come tali spargiamo magia anche nelle nostre cucine, come oggi hai fatto tu regalandoci queste magiche e innevate deliziose brioche!
    baci
    Alice

    • Francesca P. says:

      Oh che belle parole, Alice… mi piace quando tiri fuori l’animo poetico e vedo che il nostro “essere donne” ti ha molto ispirato! :-) Hai saputo descrivere come siamo in modo perfetto e mi rivedo nell’immagine di quel petalo di rosa al vento, che vola e chissà dove si poserà…
      Grazie, leggerti è stato un piacere!

  40. <3 quanti abbracci ti darei…

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